TERRE FREDDE

OGGETTI LEGGENDARI

Vi è una moltitudine di storie e leggende nelle regioni del freddo nord. Fra le tante alcune si riferiscono ad oggetti mitici ed è difficile appurare sino a che punto si tratti di fantasia o di realtà. Fra le molte reliquie che si credono giacere perdute in qualche angolo della regione,ne citerò alcune dal carattere veramente leggendario.

LA SPINA DEL CIELO
Questo fantastico pugnale fu forgiato a Tin-Agh-Dell da Drobal che utilizzò nella fusione una polvere speciale ricavata da purissimi zaffiri provenienti dai Monti Azzurri. La leggenda afferma che venne donato a Jerandel primo re di Vlamdamnel da Voren-spalle larghe per celebrare l'alleanza fra la nazione elfa ed i nani dell'Agh. Secondo i racconti, la sua lama risplende di una meravigliosa luce azzurra e sarebbe in grado di penetrare qualunque tipo d'armatura. Poco prima di morire il re espresse il desiderio di essere sepolto insieme al suo fantastico pugnale,ma quando alcuni secoli dopo la tomba venne riaperta, dell'arma non si trovò più traccia alcuna.

LA GOCCIA DI FUOCO
Un leggendario esempio d'alta magia gnoma. Questo straordinario rubino estratto dalle miniere del Monte Fern fu acquistato per una cifra spropositata da Jaax un potente mago di Upr-Corm. Dopo svariati tentativi lo stregone riuscì ad incantare la gemma imprigionandovi il potere del fuoco e la incastonò in un amuleto a forma di sole. Si dice che chi la indossi abbia il potere sul piano elementare del fuoco acquisendo la completa resistenza al calore ed allo stesso tempo la capacità di scatenarne la potenza. La leggenda vuole che la gemma scomparve sotto gli occhi stupefatti degli spettatori nell'esatto istante della morte del mago.

L'ARTIGLIO DEL MORTO
Si trova menzione di quest'oggetto nelle più orride cronache di negromanzia fiorite attorno al massiccio del Dhuul. Questo simulacro orrendo fu creato dai maghi neri di Traan ed usato nelle loro blasfeme cerimonie di adorazione delle forze del caos. Pare che sia fatto di metallo e carne e che possa donare al possessore la capacità di evocare ogni creatura delle tenebre. Se mai è esistito, tale oggetto è da ritenersi perduto ed è bene che lo resti.

LA MADRE DEL GELO
Questa superba spada appartenne a Karzar un capobanda orco che terrorizzò per lungo tempo tutta la vallata di Whul. Nessuno seppe mai come lui ne fosse venuto in possesso, ma alcune leggende raccontano di una tomba sperduta nella Gola di Dhornac. Qualunque sia la verità fu grazie a quest'arma che Karzar spadroneggiò a lungo in tutta la regione. Si dice che la lama possa trasmettere il gelo con un lieve tocco e congelare chi ne venga colpito. Quando il condottiero venne ucciso la spada passò nelle mani dei suoi assalitori che la rivendettero ad un guerriero barbaro. Da quel momento se ne persero le tracce anche se c'è chi giura di aver udito parlare di una simile arma da alcuni nomadi provenienti dal nord.

IL TRAMONTO SCARLATTO
Questa famosa armatura fu di Blessedil il testardo, famoso condottiero nano. Forgiata nel cuore degli Agh andò perduta quando il suo proprietario decise contro ogni parere di condurre una spedizione nell'estremo settentrione verso le cime di Ghux'nzaal. La virtù di quest'armatura è da ricercarsi nella particolare lega con cui fu plasmata.
L'estrema leggerezza e l'incredibile resistenza conferiscono una particolare protezione da qualunque tipo di arma bianca. Forgiata da un nano solo un nano può indossarla.

L'INCUBO NOTTURNO
L'origine stessa di quest'ascia è ammantata di mistero. Secondo la leggenda fu fabbricata da qualche parte fra le cime della Grande Lisca da un eremita pazzo. L'arma può scatenare in chi osserva i suoi riflessi vermigli il terrore più cieco ed irrazionale. Un'antica cronaca insinua il sospetto che all'epoca della fondazione di Marn (858ANR) essa fosse nelle mani di un gruppo d'orchetti. Notizie più tarde ne indicano come ultimo proprietario conosciuto Kurobas l'assassino, uno spietato capobanda gnoll. Nessun'altra notizia c'è giunta della terribile arma.

SIBILO
Ecco un'arma che non sarebbe mai dovuta esser stata creata. Ritrovata in una sperduta tomba fra le grandi paludi dell'est, questa lama porta in se il fetore dell'acquitrino da cui fu tratta. Si dice che questo spadino dai bagliori verdastri abbia il potere di disciogliere le carni e di arrecare letali avvelenamenti. Usato per secoli dai maestri ladri della scuola di X'ntan, andò perduto in seguito alla distruzione della sopra citata scuola.

IL CANTO DEL MATTINO
Un oggetto davvero leggendario. Usata durante il periodo oscuro da Eliadrel di Zherg, quest'ocarina venne ricavata da delle strane ossa rinvenute da qualche parte nella remota gola di Dhornac e pare possedere delle qualità straordinarie. Si dice che chiunque ne percepisca il suono acquisti una grande resistenza al dolore e venga dotato da una forza al di là dell'immaginazione. Secondo alcuni scritti questo straordinario oggetto scomparve poco prima dell'arrivo degli elfi nella valle di Veal e da allora nessuno ne ha più avuto notizia.