I DROW
Essere un Drow significa non aver rispetto per la vita ne per la morte. La prima è un'effimera cosa, facile nell'essere recisa, rispettata, e al contempo disprezzata, solo se accompagnata dal potere. La seconda è la lunga mano che prima o poi prenderà tutti i membri di questa oscura razza. Non esistono Drow buoni, gli stolti che si professano tali nascondono per tutta la vita il desiderio di impregnarsi le mani del sangue di ogni creatura oppure vengono uccisi per la loro "debolezza" nei primi anni della loro vita. Non vi è ne desiderio di maternità ne gioia nelle drow che portano avanti la loro gestazione. Spinte solo dall'enorme piacere che sentono quando i feti che portano in grembo si combattono, uccidendosi a vicenda in uno scontro che nasce ben prima dell'inizio della loro vita. Le femmine drow infatti non accetterebbero mai di portare avanti una pericolosa gestazione se non fosse per questo piacere immenso che viene loro arrecato. Tutti i Drow ancor prima di venire alla luce hanno le mani sporche del sangue dei loro fratelli e altro li bagnerà se avranno la fortuna di arrivare alla maturità. I giovani Drow vengono messi assieme fin da pochi mesi, non per farli giocare, ma per far si che si uccidano a vicenda, lasciando vivi solo i più forti. Non c'è speranza in questo mondo. E la loro fede è oscura quanto la pelle che con orgoglio e macelato disprezzo li ricopre. Lolth, per prima, la dea ragno, madre di tutti i Drow, causa della maledizione che ha colpito questa razza. Moglie di Corellon che di lui scatenò l'ira e l'odio. Shar, la dea della trama oscura che con il suo dono attira le anime nere dei Drow promettendo un potere che va al di la del potere magico dipendente dalla trama di Mystra. Ma un barlume di luce inonda anche alcuni, pochissimi, cuori di alcuni Drow che fuggendo alle tradizioni e all'odio di Lolth e Shar, si affidano a Eilistraee, la vergine della luna. Figlia rinnegata di Lolth e Corellon. Lei sconta la sua punizione come la madre, ma il suo desiderio è quello di tornare alla luce, e di portare con lei anche i pochi fedeli che da questa prospettiva sono attratti. La società dei Drow è organizzata su stampo Matriarcale; sono le donne a detenere il potere, malvagie aguzzine che non si proccupano di accrescere il loro potere utilizzando qualsiasi mezzo. Le varie casate sono il fulcro di tutto il potere di una città Drow, si combattono si alleano e si tradiscono, cercando in un falso e precario equilibrio politico di spiccare e distruggere tutte le altre casate raggiungendo il potere assoluto su quel nero microcosmo. Non vi è possibilità per nessuno di raggiungere di propria iniziativa il mondo di superficie. Solo situazioni particolari lo permettono come un compito assegnato dalla propria Matrona o meschini sotterfugi. Il potere stesso è un'arma a doppio taglio in questo mondo. Più sei potente più ottieni il timore dei molti; ma allo stesso tempo ottieni l'odio di coloro che faranno di tutto per cancellarti dalla faccia di Alar. I drow sono temuti e odiati in Alar, e di loro si sa molto poco. Non si conosce il loro luogo di origine e i pochi che lo conoscono si guardano bene di rivelarlo o un coltello nel sonno potrebbe recidere la loro carotide lasciandoli agonizzanti sotto un bianco e cinico sguardo.
La città è all'interno di una enorme caverna.La volta circolare è stata lavorata per allargare lo spazio costruibile, solo nell'ultima parte è ancora allo stato grezzo l'allargamento si è fermato in quanto sono ancora in corso le analisi dei tunnel sotterranei nella zona "posteriore". La città è cinta da grosse, mura non vi sono camminatoi al di sopra. La situazione militare prevede più problemi all'interno che non dall'esterno. Numerose gallerie conducono al "soprasuolo", ve ne sono da tutti e quattro i lati; ma quelle della zona ovest sono le più ampe poichè da lì è partita la ricerca di una zona da colonizzare. Vaste sale precedono quindi l'ingresso della città, i tunnel ovest, quindi, sono i più ampi e meno articolati in quanto collegati gli uni con gli altri. Le gallerie nord sono in disuso, la roccia lì è troppo dura per essere scavata, forse vi è un giacimento di Adamantite; meno accessibile di quello che si trova ad est, quindi non è ancora usato. I tunnels Est sono adibiti alle Miniere di Adamantio. Recentemente alcuni schiavi sono stati trovati mutilati. La causa è sconosciuta, non è stato nessun essere conosciuto dai Drow. Non si sono trovate altre tracce tranne i corpi spezzati a metà degli schiavi. I tunnels sud sono in via di sviluppo. Le casate prevedono di espanderli per creare delle uscite strategiche per aggirare gli elfi che appostano il tunnel ovest impedendo l'uscita dei Drow. La città non è molto estesa ma sviluppata su tre piani, uno soprelevato grazie a ponti molto resistenti ed ampi, una deformazione di quelli elfici. Un piano al livello del suolo, una grande arena sta al centro e ospita spesso sfide fra membri delle casate, sacrifici di schiavi e combattimenti contro bestie catturate, al fine di farsi ammettere in una casata o in un circolo. In ogni caso lo scontro è mortale, per una delle due parti se non per entrambe. Il piano "sotterraneo" è dimora degli schavi e di coloro che non hanno fortuna nella città. Prigioni, non certo sfollate hanno sede nel sottosuolo. Le casate sono tre, ognuna vuole prevalere sulle altre due, ma hanno raggiunto un equilibrio, che però non è destinato a durare molto. Sîrsereg [Fiume di Sangue] è la prima casata in ordine di imporanza. Sono associati al culto di Lolth Daedîn [Ombra Silenziosa] l'omicidio e il furto non sono estranei agli elementi che la compongono. Dûrbar[Dimora Oscura] si dice essere collegata agli Ittylith ai quali dà appoggio in cambio di favori legati ai loro poteri. Sîrsereg: La Matrona[Ilharess] è Rinv'er somma sacerdotessa di Lolth [Yathtallar] (lunghi capelli bianchi scorrono attorno l'affusolato viso scuro per poi terminare fluenti sulla lunga veste nera, le mani lunghe li sistemano dietro le lunghe orecchie mentre due occhi bianchi pulsano di malvagità) sotto di lei stanno gli innumerevoli servi e tutto l'ordine del culto, probabilmente è questo che conferisce maggior potere alla casata. Sarebbe difficile scalzare la Drow dal suo posto. Non ha un compagno maschio al suo fianco, o meglio lo aveva circa 150 anni fa, è stato ucciso da lei perchè aveva osato guardarla negli occhi più volte e contraddirla altrettante. Daedîn: La loro casata si può definire una vera e propria gilda, ma in effetti ben poco i suoi membri hanno da tramare nell'ombra senza essere scoperti. La matrona è Verk'ar affiancata da Sroh't un maschio a lei sottomesso[Ilharn]. Sono la casata meno importante, ma abbastanza potente da infrangere l'equilibrio se distrutta. Shar è la divinità che viene onorata da questa casata. Dûrbar: Una casata tra le più oscure di tutte, come dice il nome stesso, non si sa cosa tramino nell'ombra e si dice che, spesso, coloro che hanno avuto a che fare con loro ne siano usciti con la mente cambiata e disposta ad accettare qualsiasi ordine da parte della matrona di questa casata. Più volte hanno dimostrato poteri che esulano dalla magia. La loro matrona si chiama Traki'ar e per suo ordine nessun credo deve essere professato all'interno della casata stessa. Stanno cercando in questo momendo di sovvertire l'ordine cittadino portando "l'esercito" dalla loro parte inserendo all'interno di esso membri addestrati appartenenti alla casata o controllati da oscure forze. Le botteghe e i frabbri sono molto pochi, le casate tendono a costruire da soli i loro armamentari, è fin troppo facile corrompere un fabbro o creare armamenti scadenti, certo non si può corrompere Vlrarast, il fabbro più potente e rinomato della città, l'unico a trattare (oltre quelli delle casate) l'adamantio[IIarl], i suoi prezzi sono elevatissimi, ma valgono le sue opere. Non è corruttibile, non perchè disprezzi il denaro, ma perchè sa che la sua vita dipende dalla sua imparzialità. Diversi alchimisti operano in questa "città"; ma sono per lo più dei dilettanti, il potenziale sufficente per creare pozioni e altro, lo possiedono la casata Sîrsereg e quella Daedîn. Chiunque dimostri di avere talento viene subito inglobato da una delle casata. Meglio, accumulare in eccesso che lasciare mine vaganti in giro.
L'unica locanda che esiste e prospera lo deve ai combattimenti che si svolgono al suo interno. Olath'Chath [Fiamma Oscura] è il suo nome. Importante è la Vel'Xundussa: Cioè la caserma dove si esercita l'esercito stabile che "dovrebbe" essere al di fuori delle lotte interinali tra le casate e badare alla sicureza dei confini e dei tunnel. Due sono i culti professati, ovviamente quello di Lolth, dea temuta e ben poco rispettata se non nel terrore che i suoi servi si premurano di portare e espandere, e quello di Shar. Il tempio di Lolth sorge imponente nel primo livello della città, li vengono svolti tutti i riti e i Drider trovano rifugio per divenire a loro volta schiavi. Le sacerdotesse governano i misteri e a nessun maschio è permesso l'ingresso nell'ordine. Il Tempio di Shar si trova al secondo livello. I maghi Drow spesso sono devoti a questa divinità che grazie alla trama d'ombra cerca di soverchiare il naturale ordine della magia. La città sorge alle pendici di una montagna remota, si può accedere al sottosuolo in diversi modi, tramite insenature sia naturali che artificiali. Non è danto la difficoltà nell'entrare nel sottosuolo ma quella di percorrerlo; infatti all'interno degli enormi cunicoli, misteriosi, anche per i più audaci esploratori drow, si trovano le più disparate creature da insetti mostruosi a UmberHulk. Si narra anche che nelle profondità più recondite vi sia un Drago Nero [Tagnik'zur olath]addormentato dal potere di Lolth. Se un fortunato viaggiatore fosse in grado di arrivare davanti alle imponenti mura nere di Ilhar'oloth [Oscura Madre] non avrebbe il tempo di vedere le Drow, di guardia alle mura, sparare innumerevoli frecce fino a infilzarlo al suolo privato del sangue fuoriuscito dalle ferite. La città è all'interno di una enorme caverna naturale, allargata per quasi più del doppio, rispetto le sue dimensioni originali da generazioni di schiavi umani e semi-umani catturatti in sporadiche sortite all'esterno.
I maschi [Jaluk (Jaluken pl.) ] ridotti a mero strumento di riproduzione non hanno parte alla vita sociale. Muoiono. Lolth è l'unica divinità, tutti gli altri culti sono stati annichilitie i pochi fedeli rimasti torturati e uccisi. La regina ragno regna sovrana osservando con molteplici occhi il dipanarsi della storia di questa città. La città è rimasta in isolamento, grazie anche alla enorme distanza che la separa dal mondo "civilizzato". Il suo sviluppo interno è controllato da severe quanto abominevoli leggi. In tutta la popolazione le sacerdotesse stanno attente che solo un uomo ogni venti donne sopravviva dopo la nascita. Egli ha due modi per passare la sua esistenza una volta che non è stato piantato un pugnale nel suo neonato cuore: combattere per cercare di emergere tra i pochi maschi, per diventare lo schiavo (e l'amante) di qualcuno più potente. Oppure passare la vita come un oggetto sessuale. Accoppiandosi due, tre volte al giorno, fecondando le donne che lo sceglieranno. I maschi che non assolvono più questo compito vengono uccisi e dati in pasto ai ragni. Ogni volta che un maschio viene al mondo esulando dal numero "necessario", lo si sacrifica alla dea Lolth e la si prega di mandare altre femmine. Non c'è motivo di sprecare risorse per egli. Questa tendenza di distruzione del maschio ha portato molte donne ad amplificare i propri desideri sessuali e ad aumentare il ruolo dominante anche biologicamente, portando sovente il lesbismo come fenomeno comune e accettato pubblicamente. Sconosciuta a qusi tutti gli abitanti della superficie, l'arte drow si sbizzarrisce in questa sessualità deviata nella forma di enormi monumenti fallici e anche oggettistica del piacere (falli di metalli preziosi o statue votive). Come in ogni città Drow la popolazione è divisa in casate, sono sei le famiglie più importanti. La competizione fra queste non è molto forte e spesso vegono riinsaldate alleanze fra queste grazie a "Matrimoni" ma è meglio dire unioni fra donne appartenenti a casate diverse. Kyorl'ribol [(coloro che) osservano ogni cosa]: Una delle casate inferiori. Tra quelle più vecchie si trova in una "relativa" armonia con le altre. Unita tramite una unione fra la matrona Nëhi'le, primogenita della precedente matrona Kärvsê, e la primogenita della matrona della casata Velvelg'cahal, Elìtserë; si aggiudica la continuità dei rapporti anche dopo il "passaggio" dei poteri dalla matrona dei Velvelg'cahal, Ulieziél a Elìtserë. Questo patto permette alle due casate di avere un peso all'interno della società di Ilhar'oloth che individualmente sarebbe assolutamente ininfluente, anzi istigherebbe le casate più potenti a inglobare queste due. Velvelg'cahal [Coltello Avvelentato] : Il nome della casata risale a quanto agli albori della città l'attuale matrona uccise una femmina che aveva osato nascondere il proprio figlio maschio a cui aspettava la morte. Il coltello con cui la uccise era avvelenato, di un veleno che si propagava nel corpo velocemente provocando una lenta; ma dolorosa agonia. La matrona aveva fatto quindi allattare alla madre il figlio e tramite il latte contenente il veleno, madre e figlio sono morti rantolando sotto gli orcchi bianchi della Matrona. Ora questa casata si presenta una fra le più legate alle tradizioni. Le donne possono accoppiarsi con i maschi tenuti in una specie di Harem adornato con simboli fallici e figure rappresentati l'atto sessuale anche fra donne. In ogni caso questa casata non detiene un gran potere all'interno della città favorisce il mantenersi dell'equilibrio senza però riuscire a fare oscillare l'ago della bilancia se presa da sola. L'attuale Matrona è Ulieziél. Sotto di lei cresce la figlia Elìtserë compagna della Matrona dei Kyorl'ribol. Zarghz'ress [Potere e Potenza in battaglia] : Questa casata è quella che detiene il più grande potere militare, fra le più grandi. Le sue Femmine sono fra gli esponenti più rilevanti della Vel'Xundussa la caserma dove vengono allenate le femmine guerriere. La Veldriss [Signora delle Ombre] Relia'h è una nemica terribile è a capo della caserma dove neanche le più fini orecchie arrivano a sentire lei c'è. E se qualcosa non le piace il suo pugnale la raggiunge e la elimina. E' l'amante della Matrona Jaly'kaer donna fredda e calcolatrice tranne in compagnia di Relia'h. Questa casata controlla tutti i movimenti dell'esercito e si può dire che questo esercito per ora solo a difesa della città sia fedele solo a due persone la Veldirss Relia'h e Ilharess Jaly'kaer. L'unica cosa che impedisce a questa casata di prendere il potere e il comando assoluto sulla città è la casata Örtha' vlos. Örtha' vlos [Sacro sangue] : La casata della stirpe delle sacerdotesse di Lolth solo donne popolano questa casata quelle che vengono ammesse alla vita diventano Sacerdotesse se non ne sono degne vengono sacrificate a Lolth. Non ci sono altre possibilità in questa casata. Deteniene il potere perchè tramite il potere che Lolth conferisce loro tengono in mano il nero cuore di tutta la città. Sono loro la guida spirituale. Sono loro che possono placare l'ira della Dea Ragno. A esortarla perchè non divori tutti loro. Il loro potere va ben al di là del potere militare. Questo è un elemento chiave che permette l'equilibrio, seppur precario fra le casate. La matrona si chiama Tyrna'ves ed è anche la Arci Sacerdotessa di Lolth [Ulathtallar] Molte femmine sono sotto di lei ma questa drow non cede il posto. Ha superato tutte le prove della dea del ragno ed ora ne detiene il potere ad Ilhar'oloth. Ilinsar'olath [Amuleto Nero] :Il nome della casata deriva da un potente artefatto che permette alla matrona di realizzare i propri desideri, qualunque essi siano. Le modalità e il reale potere di questo oggetto vengono tramandati tramite le leggende che vengono ancora raccontate, ma perseguitate dai membri della casata. L'ultima volta che questo Artefatto è stato usato ha portato alla distruzione di una casata,Halruakrë, che osteggiava la allora matrona dei Ilinsar'olath, Folth'ëss. I membri della casata Halruakrë sono morti uno dopo l'altro di una malattia che ne disfaceva le carni e inputridiva il sangue. Questo artefatto è ciò che da prestigio e potere a questa casta che se no verrebbe facilmente distrutta e inglobata. L'attuale matrona è l'incarnazione dell'arroganza e della sicurezza, si dice che neanche la morte la potrebbe fermare. Il suo nome è Xenraë ha fatto diventare la sua amante la propria figlia Lelêrah assieme alla quale gestiscono il vertice del potere nella casta dei Ilinsar'olath. Faêrnd'ilh'ar [Signora della Magia] :I membri di questa casta sono le più potenti incantatrici arcane di Ilhar'oloth. Hanno sviluppato le loro capacità non solo nella scuola della Negromanzia (di cui conoscono tutti i segreti) ma anche delle altre scuole. Hanno sviluppato capacità sopra la norma circa la penerazione della resistenza agli incantesimi propria dei drow [Talento: Incantesimo Inarrestabile Supremo: +6 alle prove di incantatore per superare la RI] queste capacità vengono conferite solo alle più potenti. E a prezzo delle loro energie fisiche. [ -2 Cos]. D'altronde una drow che rifiutasse questo "privilegio" sarebbe subito catturata e utilizzata per qualche sordido esperimento. In ogni caso non sono molti a ottenere questo potere. Ma bastano per incutere timore in coloro che vorrebbero danneggiare un qualsiasi appartenente alla Faêrnd'ilh'ar. I membri più potenti sono proprio quelli meno vigorosi. Ma le loro magie sono inarrestabili e sconquassano chiunque incontrino. La loro organizzazione è quella di una scuola di magia, certo tenendo conto che i membri sono drow. Al vertice vi è l'arcimaga[Ulel'faeruk] C'ëliker. E' lei a comandare tutto, almeno finchè non verrà qualcuno più forte a prendere il suo posto e la sua vita. La città si sviluppa in un solo livello dove sorgono gli imponenti edifici delle casate. Attraverso ponti sospesi in adamantio, costruiti lungo questi numerosi anni di isolamento voluto, si raggiungono enormi piattaforme rette da un enorme pilastro che poggia al suolo diverse decine di metri sotto. Al centro di tutto sta il tempio di Lolth[Arach-Tinilith]. Maestoso nella sua terrificante presenza. Un enorme ragno sembra stare scalando la facciata; ma da vicino ci si rende conto che la facciata stessa è il ragno e una enorme ragnatela si dirama sotto di lui. Accanto ad esso si trova l'Harem dei Maschi [El'lar d'Ssinssrigg] casa comune di tutti quei maschi che servono come strumento sessuale, troppo deboli per diventare qualcuno vivono li per soddisfare le voglie delle loro signore e padrone. La caserma [Vel'Xundussa] Sorge vicino ad un'ernome statua aracniforme. Accanto ad essa il palazzo della casta delle Zarghz'ress. Lungo la città vi sono numerose statue che ricordano forme falliche. E non è raro trovarvi appesi corpi di neonati maschi. La città però si dirama anche nelle zone inferiori raggiungibili tramite delle scale poste ai bordi delle piattaforme. Create magicamente queste scale a pioli possono diventare vere e proprie rampe in pietra per permettere il passaggio di qualche Ilharess o delle sue dirette emissarie. Quì si diramano le abitazioni degli schiavi, dove vivono, si nutrono, si riproducono per dare altri schiavi ai drow ed in fine muoiono. Stranamente gli schiavi sono tenuti in buona salute dai Drow, l'isolazionismo ha portato ad una certa necessità di schiavi in salute non essendocene abbondanza bisogna curare e far riprodurre quelli che si hanno. Come si fa con il bestiame.
CENNI STORICI Dal'harel D'sparil era nelle sue stanze gli occhi bianchi chiusi dalle nere
palpebre. Attorno a lei l'oscurità, solo questo. Sembrava dormire, il petto
appena accennavo si muoveva ritmicamente secondo il respiro. La maglia in
adamantio appena appoggiata al corpo nudo brillava della poca luce che
penetrava da sotto l'infisso della porta. Lentamente un fascio di luce,
proveniente dalla porta,brillò più intensamente per poi scemare nuovamente.
Passi leggeri pressoché inudibili solcarono la stanza in direzione del
giaciglio dove giaceva la drow. Superarono la lunga scrivania, nera, fatta
della stessa pietra che reggeva le pareti, superarono la rastrelliera dove
poggiavano numerose spade di diversa foggia. Un pugnale venne estratto da una
guaina, silenzioso nell'oscurità più totale. Dal'harel rimaneva immobile, si
voltò di lato, facendo scivolare la maglia lungo il suo corpo liscio. I passi
si fermarono, come congelati. Silenzio per diversi istanti. Poi un leggero
fruscio, il rumore delle tende, che proteggevano il giaciglio, che venivano
scostate. Un ansimare irregolare e il leggero rumore del respiro della matrona.
Un braccio fendette l'aria scendendo veloce verso il petto della donna. Il
pugnale ricurvo pronto a squarciare la pelle nera e penetrare fino al cuore. Il
pugnale non arrivò all'obbiettivo. Un lampo di luce e il pugnale iniziò a
diventare come lava fusa. Il braccio dell'aggressore scomparì in una vampata di
fuoco nero. Divenne cenere che cadde lentamente sul letto sporcando leggermente
le lenzuola di morbida seta.
Dal'harel D'sparil aveva aperto gli occhi ed ora osservava nel buio la figura
che la sovrastava. Un maschio, uno della casata, si contorceva dal dolore
portando il braccio sano a quel moncherino informe che prima reggeva il
pugnale. Dal'harel si alzò lentamente dal letto, scostando appena le lenzuola,
la maglia era appoggiata sulla nuda pelle e scendeva lunga fino alle caviglie.
I lunghi capelli bianchi della drow ne ricoprivano la schiena come un lungo
mantello candido. Un urlo spezzo quel silenzio l'urlo dell'uomo che si trovò conficcate negli
occhi le lunghe unghie, affilate come artigli, di Dal'harel. La matrona non
degnò di uno sguardo quel maschio ne fece altro se non incenerire all'istante
la testa dell'uomo lasciando il corpo inerte a terra. Si pulì delicatamente le
unghie sporche di cenere prima di dirigersi verso la porta incurante della sua
semi nudità. La spalancò e con un gesto accese tutte le torce del corridoio. Le
molteplici luci vennero riflesse dall'armatura emanando un bagliore color
sangue su tutte le pareti. La matrona non stava dormendo, stava seguendo quello che era l'oggetto della
scommessa con Lolth e con se stessa. Lo Zin-Carla, una volta padre di Frealyse
Naidel D'Sparil, una sporca mezzosangue. Il padre della donna fu trasformato in
un non morto, direttamente dalle molteplici mani di Lolth, doveva distruggere
la figlia. Questo sapevano i pochi. Solo lei sapeva il motivo reale. Ma allo
stesso tempo solo lei sapeva cosa sarebbe successo se lo Zin-Carla avesse
fallito.
La stanza si illuminò di una luce rossastra e immagini si formarono sulla
superficie traslucida. Vide Frealyse, la mezza drow dagli occhi verdi e vide un'uomo, un'elfo. Lunghi
capelli dorati incorniciavano un volto levigato che veniva coronato da occhi
grigi. Li vide combattere con lo Zin-Carla... vide l'uomo scappare per poi
tornare all'attacco. Tutto si fece scuro. E lo specchio si spaccò. La
superficie fu sconquassata da un colpo etereo. I pezzi volarono per tutta la
stanza.
Ora le otto zampe non reggevano più niente. Dal'harel non aveva distolto lo sguardo dal piedistallo, conscia del fatto che
quello che era successo poteva significare solo una cosa: lo zin-carla era
stato sconfitto.
La drow esitò per molto tempo, poi lentamente alzò lo sguardo verso la statua di
lolth. Non vide nulla. Non vi era più nulla sulla parete... Poi sentì un sibilo, sopra
di se. Lentamente con timore alzò lo sguardo. Non vide nulla. Un enorme ragno scese dal soffitto e tra le possenti mascelle vide innumerevoli
volte la testa di Dal'harel Matrona della casata D'sparil venire schiacciata e
maciullata. Il suo corpo venne dilaniato dalle zampe poderose del ragno mentre
tutta la stanza esplodeva rompendo il silenzio dell'eterna notte di Vark'or. Il ragno, spaccando le pareti, si introdusse nei corridoi dell'edificio. I corpi
dei servi al suolo dilaniati testimoniavano il suo passaggio. Lolth stava
compiendo la sua vendetta.
L'enorme ragno arrivò all'ingresso osservando quei suoi figli tremare per la
furia di Lolth che la loro matrona aveva scatenato. Il ragno avanzava
lentamente assaporando quei momenti mentre un'infinita progenie di aracnidi
fuoriusciva da proprio ventre.... Tutti avanzavano verso i Drow che appoggiati
alle fredde pareti aspettavano l'inevitabile morte. Ad un tratto una drow uscì dal mucchio. Teneva il capo basso, i lunghi capelli
bianchi coprivano il corpo nudo, mentre una lunga lama, forse di una spada
bastarda, fendeva l'aria davanti a se. La drow sollevà il capo e due occhi bianchi brillarono di luce. Alle sue spalle
tutti videro una luna etera risplendere e scomparire quando la drow sollevava
la spada per puntarla contro il ragno che aveva arrestato la sua avanzata. La
progenie fu dissolta all'instante. E il ragno urlò. Un rumore assordante,
avrebbe dilaniato dall'interno quei drow asserragliati contro la parete se
quella drow, nuda, che affrontava solo con una spada l'impersonificazione di
lolth, non avesse iniziato a cantare con una voce melodiosa annullando l'urlo e
facendolo diventare nient'altro che un debole lamento fastidioso. Quel ragno mostruoso urlò di nuovo articolando però una frase "Nindol zhah thalack, lil vlos d'dosst dalharen orn tlu ogglir, saph dossta" [Questa è guerra Eilistraee il sangue dei tuoi figli scorrerà in un fiume come tuo. ] La donna fisso il ragno con disprezzo e replicò:
"Dos xuat jalbol, Araushnee. Nindolen inbal nindolen ussa....lueth ussta
ilharn" [Tu non puoi nulla, Araushnee{Lolth}. Questi esseri hanno scelto
me....e mio padre] Alle parole della drow tutto si fece luce accecando i
drow presenti, solo Eilistraee rimase immobile con la spada punata verso sua
madre. Una falce di luna comparve rotando. Del colore del ferro liquido
emetteva una luce rossastra che saturandosi raggiungeva il bianco più puro.
Tutto fu luce e il ragno, l'incarnazione di Lolth scomparve consumato dal
potere di due divinità, padre e figlia, che si sono riunite. Forse per l'ultima
volta. La casata D'Sparil è scomparsa. Dal'harel consumata
dal suo stesso odio e rancore. Ma sotto l'ala protettrice di Eilistraee i membri
della casata, che hanno scelto la salvezza abbandonando l'odio e la fede verso
Lolth, continuano a vivere fino allo scontro, inevitabile fra le due divinità. Cosa rimarrà di Vark'or e dei drow dopo? Cronache dei Drow - Stonrune -
Lentamente un libro viene aperto. Le sue pagine frusciano le une contro le
altre. Non vi è luce che le illumini, non vi è nulla se non oscurità, nero
buio. Eppure le delicate mani che le sfogliano sembrano vedere esattamente
quello che fanno. Le lunghe dita scorrono sulle pagine già scritte prima di fermarsi su una
bianca. Ne piegano delicatamente la superfice prima di impugnare una piuma e
iniziare a scrivere. Non vi è bisogno di inchiostro. Quella penna scrive come se ne fosse sempre
intinta. Due bianchi occhi osservano lo scorrere delle parole, mentre lunghi capelli
bianchi delicati come seta vengono scostati dal libro. I drow stanno per rinascere. Lo sento nell'aria di queste grotte. Lo sento nella
terra che geme per i colpi degli schiavi alla ricerca di nuove ricchezze per i
loro oscuri padroni. Lo sento nell'aria. Me lo rivela la mia dea nelle fredde notti che passo in attesa. Da tremila anni noi siamo quelli che siamo esiliati nel sottosuolo. Condividendo
uno strano destino. Cercando di non dimenticare le nostre origini che oramai si
stanno dissolvendo come cenere al vento. Millenni or sono uno era il luogo ove la terra si dischiudeva per accoglierci;
quel luogo era chiamato Del'zahunil, Stonerune nella lingua comune. Immensa
citta' nascosta nel grembo della terra, accogliendo coloro che piu' la
odiavano, che piu' la ferivano. La penna si fermò lasciando vagare gli occhi oltre la pagina. Poi la nera piuma
riprese a muoversi. Posso vederne le torri che riflettevano la poca luce emettendo un colore
violaceo che si infrangeva sui neri volti dei suoi abitanti. Posso sentire le
urla degli schiavi. Il rumore delle chele dei ragni che si avvinghiano alle
pareti. Il passo fermo delle matrone e delle chieriche. E posso vedere gli
occhi dei maschi abbassarsi al passaggio della loro signora. La terra si dischiuse altre due volte da quando Del'zahunil si ergeva come unico
baluardo. Si dischiose ad ovest, duemila anni fa, per accogliere, nascosta e
isolata da questo nuovo mondo, Ilhar'ololth.. E si aprì ancora ad est per far
sorgere Vark'or, che da mille anni è l'unica vera, perla oscura. Mentre le generazioni si susseguivano nella città madre. Nelle due nuove colonie
le casate si rafforzavano guidate dalle loro Matrone. Gli schiavi aumentavano,
nomi crescevano, altri venivano dimenticati. E Lolth dea oscura veniva adorata. Un nome nasceva quindi a Iralh'oloth: Örtha' vlos. La casata delle
sacerdotesse della nuova divinità. Lo stesso successe a Vark'or dove i Sîrsereg
capeggiati da Filas'th, una sacerdotessa, prendevano potere e davano
inizio ad un domino che dura fino ad ora. Stavamo cambiando non eravamo più quelli che eravamo in origine. Il nostro
corpo, ma sopratutto le nostre menti erano ora diverse. Più crudeli, più
oscure. Molti ora neanche sanno delle nostre origini. Lo scopriranno presto e forse sarà
peggio. Bisogna guardare al passato per andare avanti. Scrutare le origini per leggere
il futuro e sopravvivere ad esso. Le mani si fermarono e dopo aver poggiato la penna sul tavolo chiusero il libro.
Passò diverso tempo durante il quale la figura stava immobile con le mani
intrecciate e poste sul piatto ventre. Poi gli occhi brillarono e una serie di torce disposte sul perimetro della sala
circolare si accesero l'una dopo l'altra. Lunghi capelli bianchi scivolarono quasi al suolo quando Sherlane si alzò. Il suo volto era come decine di anni prima quando Alton degli Everhate cercò di
entrare a Stonerune. Bellissimo che perfettamente incorniciava i bianchi occhi.
Le vesti morbide e leggere scivolavano sul corpo nudo, delineandone le forme,
ondeggiando ad ogni passo. Sherlane rimase ferma con il capo girato guardando il libro appoggiato sulla
scrivania scolpita assieme alle mura che delimitavano quella stanza. Librerie
erano addossate alle pareti, ricolme di libri. La Drow, dunque, distolse lo sguardo attraversando l'arco che conduceva fuori da
quelle stanze.
Lì non vi erano edifici diroccati o in rovina. Vi erano otto colonne disposte a
cerchio. Perfettamente conservate. Dai loro piedi partivano fasci di luce che
si andavano ad unire ad ogni colonna formando un reticolo di luce verde.
Antiche rune adornavano i percorsi. Formando parole sconosciute, arcane,
potenti. Il tutto pulsava emettendo una luce verde che si insinuava negli anfratti come
un debole vento fatale. Sembrava respirasse nel sonno. Un sonno destinato a finire. [...]Nei secoli a venire ci fu una scissione. Un gruppo di Drow femmine con pochi maschi al seguito decisero di prendere la loro strada. Non volevano sottostare alle rigide tradizioni e la lussuria le portò a fondare Ilhar'oloth: La Seconda città in scala cronologica fu fondata circa 2400 anni or sono. Sempre rimasta fortemente isolata ha trovato un equilibrio interno nella sua struttura strettamente matriarcale. Non ha l'istinto di dominio così forte come gli altri gruppi drow. [... dalla storia dei Drow.] Ilhar'oloth infatti è la città da cui proviene la casata di Alatan: la casata
dei:Tu'jolelghinn [Dietro la Morte.] Circa due generazioni fa, quindi circa 800 anni fa, la città subì una profonda crisi. Il desiderio di non abbandonare le tradizioni antiche, di studio e ricerca portò ad un odio verso la nuova religione della dea ragno che, crescendo negli anni, esplose in un'insurrezione delle casate minori che distrusse la casata delle sacerdotesse di Lolth Elamsh'in [Destino di Lolth]. Questo era un chiaro avviso per tutti, Lolth non doveva essere più professata in quel luogo. Quindi chi era ancora fedele alla dea ragno doveva farlo in segreto, tramando per il suo ritorno, oppure andarsene dalla città. La seconda scelta fu quella della matrona Salh'rea della casata Tu'jolelghinn. Così fuggendo in esilio dalla città fondò il suo piccolo regno in un posto abbastanza lontano da Ilhar'oloth e sufficientemente vicino alle città (Marn, Vlandamnel) per procurarsi schiavi e scoprire cosa fosse successo in 2400 anni di storia, poichè Ilhar'oloth era completamente isolata. Così per circa 800 anni la comunità dei Tu'jolelghinn è sopravvissuta in una specie di limbo oscuro dove tutto era finalizzato a servire la dea Lolth, annichilendo le personalità del singolo. A Salh'rea successe Kylen che uccise la madre dopo le sorelle nella prima e ultima sanguinosa guerra per la successione al trono. Nel frattempo però a Ilhar'oloth era avvenuta un'altro cambiamento. Lolth era tornata a dominare quel luogo, con un colpo di mano le sacerdotesse della casata Örtha' vlos [Sacro sangue]. Distruggendo una delle casate che avevano spinto la rivolta 500 anni prima riafferma il dominio della dea ragno. Legittimando il proprio potere. Ma questo, ironia della sorte non è mai stato scoperto da Kylen. Che fine abbia fatto questa casata e il suo avamposto è una conoscenza che non è
scritta in nessuna mente, ne in nessun libro. |